Impianti e cartucce filtranti: alcune differenze importanti

I sistemi a cartucce filtranti vengono impiegati ormai in industrie di tutti i generi, e di dimensioni che vanno dai piccoli impianti alle grandi realtà produttive: sono infatti ben pochi i processi industriali nei quali non si debba, in qualche punto della lavorazione, separare un fluido dalle particelle contaminanti in esso sospese. Proprio questa abbondanza di applicazioni è alla fine la causa primaria della altrettanto grande quantità di diversi tipi di cartucce filtranti disponibili sul mercato, e studiate proprio per adattarsi alle diverse esigenze di ogni settore industriale.

Le moderne cartucce filtranti sono infatti sviluppate in modo da sostituire il modello generico di filtro, utilizzato decenni e decenni fa, che si limitava ad una serie di piastre verticali deputate a intrappolare i particolati sospesi nel fluido. Oggi, a questa tipologia “universale” – le cui performance erano, com’è comprensibile, limitate dalla sua genericità – di filtro si contrappongono invece, come dicevamo, tipologie di cartucce filtranti progettate appositamente per soddisfare le necessità di ogni diversa applicazione, e quindi calibrate diversamente per grado di filtrazione, peso, capacità di resistere alle sostanze corrosive, così come in base alla stabilità dei risultati. Si richiedono naturalmente anche alcune caratteristiche di base comuni a tutte le cartucce filtranti, come la resistenza a pressioni elevate e a temperature estreme, e un’efficienza accettabile per i processi industriali.

Fra i diversi tipi di macchinari per la filtrazione esistenti sul mercato, possiamo citare alcuni fra i più noti:

Zero Hold Up: in questo tipo di sistema, le cartucce filtranti includono appositi schermi perforati, solitamente costruiti interamente in acciaio inox. Questo tipo di filtro permette la rimozione delle particelle sospese nei liquidi in un tempo molto rapido; in buona sostanza, la circolazione del fluido viene forzata più e più volte attraverso gli schermi delle cartucce filtranti fino ad ottenere una separazione completa fra il liquido ormai filtrato da una parte e il cumulo di particelle, che viene poi comodamente eliminato, dall’altra.

Plate and frame: questo tipo di sistema a cartucce filtranti è molto utilizzato per separare la parte liquida da sostanze molto dense e viscose; un esempio tipico della sua applicazione è nell’industria alimentare, per la purificazione degli sciroppi di zucchero o di miele. Il fluido viene obbligato a passare fra le piastre presenti nelle cartucce filtranti, che sono poste a distanza tale da bloccare la parte densa e permettere l’estrazione, all’altro capo, di un liquido puro. Vantaggio caratteristico di queste cartucce filtranti è che possono effettuare due stadi della filtrazione allo stesso tempo.

Sparkler Type – Sempre progettate per ottenere un liquido perfettamente cristallino, eliminandone tutte le impurità, queste cartucce filtranti sono costituite da gusci metallici chiusi in alto, all’interno dei quali sono disposte orizzontalmente numerose piastre circolari. L’ambiente interno di queste cartucce filtranti viene sottoposto a pressurizzazione, e mantenuto a livello stabile; il fluido da filtrare viene poi immesso dall’alto e fatto colare normalmente verso il basso, dove incontra piastra dopo piastra lasciando depositare le impurità mano a mano. Queste cartucce filtranti sono solitamente costruite in modo da poter essere pulite senza arrestare l’impianto, per una maggior praticità.

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